Una ricetta può attraversare il tempo senza rimanere immobile.

L’origine
Spiriti di Ecate nasce dall’idea di Giulia Frosio, Federica Siviero e Lidia Zanelli e dal desiderio di costruire un progetto capace di unire produzione artigianale, ricerca artistica e indipendenza creativa.
Le ricette partono da un’eredità familiare e vengono rielaborate attraverso sperimentazione, prove e ascolto della materia.
Nessuna bottiglia nasce da sola.
Le ricette sono sviluppate internamente. Le materie prime provengono dall’azienda agricola pavese Mi Viene Naturale, mentre la produzione è affidata alla distilleria Le Vieux Moulin di Asti.
Per noi la produzione è una rete: persone, territori e competenze che si incontrano per creare qualcosa di concreto e riconoscibile.

Il tempo necessario.
Spiriti di Ecate nasce anche come forma di sopravvivenza creativa al mondo del lavoro e come ricerca di tempi più umani.
Cerchiamo un fare lento e consapevole, in cui la manualità, il contatto con la materia e la qualità delle relazioni abbiano ancora spazio.
Ciò che facciamo parla del mondo che vogliamo abitare.
Ci collochiamo esplicitamente in un orizzonte antifascista, antirazzista, transfemminista e antiomofobo.
Rifiutiamo le logiche di sopraffazione economica e culturale e sosteniamo pratiche fondate su cura, cooperazione e valorizzazione delle differenze. Non consideriamo questi valori un ornamento del brand: sono il criterio con cui scegliamo relazioni, collaborazioni e modi di produrre.
La custode dei crocevia.
Ecate è un’antica divinità legata alle soglie, alle scelte e al viaggio. La sua figura accompagna chi si trova davanti a un bivio e deve decidere quale direzione prendere.
Le tre teste del logo richiamano questa molteplicità e le tre persone da cui il progetto ha avuto origine.
